Tutti gli zaini della mia vita sono legati a specifici ricordi da cui, difficilmente, mi separerò mai. In generale, però, nell’esistenza di ognuno di noi, quante cose hanno rappresentato gli zaini? Ricordate le cartelle pesanti di quando eravamo piccoli e ai primi giorni di scuola, con all’interno diari da scrivere, libri che non ci importava più di tanto leggere, astucci da scarabocchiare e merende per le metà mattinate da mangiare furtivamente durante la lezione?

Anche crescendo, mettendo da parte scomode parentesi fatte di pochette, non me ne sono separata mai. Ho capito, durante intere giornate del cammino per arrivare ad Assisi, cosa significa avere una casa sulle spalle, che non abbandoni mai, per nulla al mondo, neanche quando sbagli sentiero e devi arrampicarti e scavalcare una rete metallica per evitare di perdere tempo tornando indietro. Li ho riempiti, li ho svuotati, ci ho perso cose, ne ho trovate altre dopo anni e sono stati, tutti, compagni di viaggio indispensabili. Nella quotidianità poi, tra schiscette, libri da leggere, rossetti, bottiglie d’acqua, mazzi di chiavi e cambi d’outfit, uno zaino ci vuole. Ma che dico uno, più di uno.

Gli zaini creati da Pietro Soresini di Le Timbre mi hanno fatto venir voglia di dare una nuova casa alle migliaia di cose che ogni giorno mi porto dietro: una casa Made in Italy fatta di materiali di alta qualità. Pietro mi ha fatto conoscere, infatti, zaini che uniscono pelle e cotone, con il legno a dare quella rigida particolarità che li trasforma in borse da portare a mano. Profili a contrasto, colori scuri come il verde petrolio che incontrano linee viola, il nero che si accosta benissimo con il blu profondo e tocchi di arancione che abbracciano il beige e il marrone.

Una collezione che, come mi ha raccontato lo stesso Pietro, nasce da una sensazione di inadeguatezza, dalla convinzione che può sempre esserci di più. Così, la voglia di evadere, di scoprire, di vedere e di provare ha portato Pietro e, con lui all’inizio, Filippo, a ritrovarsi in una mansarda alla luce di una lampada per disegnare questa prima collezione ispirata al Giappone. Gli zaini di Le Timbre sono semplici, ma funzionali, eleganti e totalmente handmade e sono perfetti per andarci davvero, in Oriente, o per rimanere più vicini, magari a due passi da quelle grandi scuole che ci hanno fatto sentire per anni piccoli piccoli, con le spalle forti e la cartella piena di quello che saremmo stati.