In un’epoca che ha imparato a celebrare la cultura slow in tutte le sue ramificazioni, dal cibo all’abbigliamento, CAMO sceglie di vestire la corsa degli uomini che attraverseranno rapidi il prossimo inverno con una collezione, Rush, dove tutto è preda del ritmo più costante e la passione per l’ordine fisso diventa il pretesto per esplorare una fantasia forsennata.

Una volontà che ha radici lontane nell’arte di Stefano Ughetti, il cui desiderio artigianale ha sempre conservato il più intimo senso della moda nel combinare idee a tessuti, filosofie a vestibilità. Già con la City Collection, per la Fall-Winter 2014, il designer aveva invitato noi tutti a rispondere con il movimento “alla notte, ai segnali al neon, al cemento grigio e alle mille luci che si muovono sempre più veloci in una corsa contro il tempo”. Questa sfida lanciata al cielo metropolitano si era presto trasformata in un pattern di puntini luminosi, una polvere di stelle sconfitte che aveva preso ad abitare le trame con l’intensità di un gesto rarefatto.

Dopo aver imprigionato gli astri in fili di pregiata lana Super 100’s, CAMO sceglieva di raggiungere il cuore delle nuvole con la Flight Collection SS2015, cucita sugli stati d’animo che trasformano viaggi e nostalgie degli spiriti senza sosta. In questo caso a caratterizzare la firma sartoriale di Ughetti e della sua Biella interveniva un sottile motivo lineare, segno e segnale del vento in cui si ostinano a trascorrere gli uomini abili a superare l’aria per tempestività di carattere.

Tanta era l’urgenza espressiva, che nello scorso inverno CAMO decideva di proporre una duplice via di ritorno verso una terra, la nostra, in cui affondano antichi saperi artigianali: e se con la Dinner Collection questi venivano ripensati alla luce delle affinità che da sempre intrecciano il gusto per l’abbigliamento e quello per la vita, con Arrivo, lo speciale progetto nato a quattro mani con Matteo Gioli, l’avventura infinita del Made in Italy incrociava la propria strada con quella dei grandi ciclisti del passato, disegnando sul corpo maschile una scacchiera di bianchi e neri dove la partita con il tempo era vinta in velocità e inventiva.

In questa Primavera-Estate 2016 CAMO presenta il suo personale connubio di eleganza e comfort con la Jump Collection: una linea capace di opporsi davvero a pesi e misure dalla gravità grazie all’utilizzo di fibre tecnologicamente innovative come la shape memory, in grado di dimenticare le pieghe che il vissuto impone ai capi e tornare ogni volta a uno stato originario di eterno presente.

E anche in questo caso il salto che battezza la collezione non è soltanto metaforico, perché in due passi Ughetti ci porta nell’Oriente dei canoni trasgrediti, delle consuetudini attraversate, per generare nuovi slanci e orizzonti inediti.

Così arriviamo al futuro di quella che sarà la Rush Collection, che trasferisce anche sui freddi binari dell’inverno l’incontro fra stile e comodità pensato per i mesi estivi. Di fianco ai treni del 2017 sfileranno felpe in materiale tecnico, cappotti dal taglio over, pantaloni in pile, camicie mélange e gli ormai proverbiali cappelli in lana biellese. Qualcuno giurerà di vedere perfino una prima linea di calzature, raffinata nel suo confermarsi casual solo a una seconda occhiata.

Perché esistono idee che sfuggono alle facili tassonomie della moda: sono quelle di chi preferisce le attitudini agli atteggiamenti, le identità alle immagini, le invenzioni alle semplici creazioni. In due parole, sono gli istanti stagionali proposti di volta in volta da CAMO, mobili come mobili sono l’intelligenza e la vita.