Con l’arrivo dell’estate le città si svuoteranno e resteranno solo le volpi. Allora le volpi prenderanno a girovagare libere per le strade, ma non saranno più strade, perché non ci saranno più gli uomini che le hanno costruite. Mentre gli uomini avranno i piedi che affondano nella sabbia appena bagnata, le loro strade si saranno fatte deserto. Qui vivranno le volpi che hanno vestito il Piccolo Principe di Maison Kitsuné.

Ma solo per pochi attimi, perché dopo aver donato al Piccolo Principe tutte le loro pelli, fatte di cotone pregiatissimo e candido lino, le volpi abbandoneranno il deserto e torneranno subito a casa. Nessuno sa dove sia la casa delle volpi, ma molti giurano che da qualche parte si trovi un punto del mondo dove si può sentirle cucire.

Così, il Piccolo Principe resterà solo fino al prossimo autunno. Nel frattempo imparerà ad ascoltare i consigli del vento, lancerà sassi nell’acqua per misurare lo scorrere del tempo e paziente attenderà la calma delle onde per specchiarsi al riparo dal sole. Solo in quel momento forse capirà il grande dono della volpe, quella voglia segreta di esprimersi anche se non è rimasto più nessuno da abbagliare.

La nuova collezione Primavera-Estate 2016 presentata da Maison Kitsuné sembra parlarci senza mezzi termini di narcisismo, ma nella sua valenza più sublimata. Paris Désert mette in scena un uomo ormai preda degli istanti, ma lo ridisegna secondo un’attitudine alla fantasia che proviene direttamente dall’infanzia più tenera, quando i bambini restano lontani dai flash dei genitori, soli con l’eco di un mondo sterminato e troppo silenzioso.

L’arte di Maison Kitsuné è quella di abbracciare sempre due mondi in uno: il primo è gusto parigino allo stato puro, mai troppo sofisticato nel dare spazio a giochi di colore e pattern esclusivi; il secondo affonda le radici nella tradizione nipponica più rara, che ama sottolinearsi con linee essenziali e tocchi di piacere puramente visivo.

Resta soltanto il sospetto che il Piccolo Principe di Maison Kitsuné decida di non abbandonare mai più il suo deserto. Del resto, kitsuné in giapponese significa proprio volpe e si sa, le volpi preferiscono la compagnia di un granello di sabbia al frastuono infernale delle voci degli uomini.