È una calda mattina di metà giugno quando il mio treno arriva finalmente alla stazione di Santa Maria Novella. I vagoni trasudano stile da ogni carrozza, gli sguardi si fanno scanner impazziti alla ricerca di una targhetta che reciti il nome di un brand emergente o di qualche una novità dell’ultimo momento. È il diretto partito da Milano, non c’è da sorprendersi né lasciarsi intimorire. La voce che annuncia la fine del mio viaggio trova già tutti elegantemente in fila, pronti ad accaparrarsi la prima boccata d’aria libera da profumi di ogni genere. Mi faccio strada fra un paziente corteo di persone, evito con destrezza la curiosità dei fiorentini ancora non abituati a quello strano spettacolo e proseguo a piccoli passi, zaino in spalla verso i cancelli della Fortezza da Basso. Devo incontrare l’ultima collezione di CAMO al Pitti di Firenze.

Nella mia testa si rincorrono ancora le immagini del lookbook che, qualche giorno prima, aveva illuminato la mia casella di posta con una ventata di freschezza. La Relax Collection, questo il nome della nuova SS17 ideata da Stefano Ughetti, sembra essere una dedica intima e appassionata a quel regno cromatico che conosciamo con il nome di natura. Sembra vantare tutti gli ingredienti che compongono un universo sartoriale preciso ma sconfinato, dove le geometrie sfruttano la preziosità dei tessuti biellesi per trasformarsi in forme precise e immediatamente indossabili. Lo so, posso diventare abbastanza pretenzioso in fatto di abbigliamento.

camo-ughetti-2017-02

Essere al Pitti è un po’ come andare al cinema: sei in sala a guardare quel film di cui tutti parlano, l’inizio non sembra un granché, quando ad un tratto fa la sua comparsa l’attore principale, sicuro e col piglio sprezzante di chi si riconosce protagonista. È questa la sensazione che mi porto dentro mentre attraverso i primi stand, i primi sorrisi laccati e le prime vetrine di stile.

camo-ughetti-2017-03

Arrivo nello spazio di CAMO che sono già stremato da tanto girovagare. Per fortuna, corre subito in mio aiuto una nuova linea di calzature che mi strizza l’occhio nella luce di uno scaffale finemente puntellato, richiamo a un motivo che anima la variante interamente in pelle della collezione con tocchi di raffinata eleganza.

camo-pitti-2017-06

Nel panorama davvero sazio delle sneakers, rinvigorito ogni anno da qualche restyling dell’ultimo momento di modelli risalenti all’epoca dei nostri antenati, ancora una volta CAMO è in grado di proporre soluzioni mai scontate, ben lontane dagli imperativi del mercato e delle stagioni.

camo-pitti-2017-05

È difficile raccontare nei particolari il richiamo che provo davanti al resto della Relax Collection. Le mie mani cominciano un tour sensoriale attraverso materiali finissimi, camicie alla coreana sobrie e indimenticabili, fra giacche e polo che sanno parlare quella lingua senza tempo che da sempre è lo stile, pantaloni che non smettono di sorprendere anche gli spiriti più eccentrici e splendidi bottoni. Proprio così, ladies and gentlemen, quando volete giudicare il valore di un marchio e di chi lo indossa andate dritti ai bottoni: significa dare peso alle connessioni, ai dettagli che tengono insieme qualunque disegno creativo nella moda e nella vita.

Continuo a domandarmi, uscito a riflettere con una sigaretta fra le dita, quale sia il messaggio, quale sia il senso del nome scelto da CAMO per questa SS17. Forse il comfort è un lusso che può permettersi solo chi conosce bene quell’abitudine a vagabondare che è la ricerca, quell’impronta di mistero che abita la mente un attimo prima che il pensiero accada e celi dietro di sé le inspiegabili ragioni dell’istinto. Chi, insomma, sa raggiungere ogni volta quel posto tranquillo che è la verità, relax fuori e dentro un capo d’abbigliamento.