Ricordi l’ultima volta che hai tenuto in mano una penna? Non parlo della classica BIC dal tappo mangiucchiato, rimediata sull’anonimo tavolo di un’anonima riunione di un qualsiasi mercoledì. Per intenderci, non il più avanzato strumento mai inventato dall’uomo per lo scarabocchio a cuor leggero, ma una penna pensata per misurare ogni più lieve leggerezza delle tue parole, quando sentimenti e sensazioni cominciano a guidare la mano in quell’avventura magnifica chiamata scrivere. Quella penna è sempre al tuo fianco, nel taschino di una giacca o nella confusione maniacale di una borsa, pronta a rispondere in ogni momento alla tua esigenza di comunicare. Che sia un pensiero, il ricordo di una vecchia data incisa nel tempo o il desiderio di traghettare il futuro verso chissà quali sponde, la tua penna è lì, invecchia e si consuma con te a suon di memorie, di gesti, di discese ardite e risalite sul mare nostrum di un foglio bianco.

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Ora che tastiere e click sembrano aver allontanato per sempre da questa parte d’universo il suono di quella penna e del suo timido vagabondare sulla carta, la scrittura vive forse il suo momento più nostalgico, relegata a buon diritto fra le poche abitudini in grado ancora di portare calore nei contatti fra gli uomini. Lo sanno bene Yi e Yanko, due designer con sede a Taiwan che dal 2012 esplorano le infinite ragioni annidate nello spazio senza attimi di una pagina con le penne Ystudio, una linea di strumenti e accessori pensati per invecchiare splendidamente con il tempo e e le memorie degli individui calati in esso. Bronzo, rame, ottone e legno wengé lasciati allo stato naturale, senza rifiniture o strati protettivi, perché ogni parola accuratamente posata sulla carta possa accompagnarsi alla sensazione tattile e intimamente personale dello scrivere.

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Il principio della durata farà così il suo dolce corso, lentamente le impronte delle tue mani modificheranno l’epidermide dell’oggetto, ombre opache consumeranno la superficie levigata della linea Classic, e macchie dorate illumineranno a poco a poco la scorza nerissima della variante in ottone che compone la serie Brassing. L’elegantissima confezione contiene perfino un foglio di carta vetrata, per personalizzare e addomesticare il processo di invecchiamento fin dal primo utilizzo. Soprattutto, avere fra le dita una penna Ystudio significherà imparare a confrontarsi ogni giorno con il peso dei suoi metalli e con quello delle parole che sta per imprimere sulla carta. Yi e Yanko vogliono insegnarci, insomma, che il contatto è la sola forma di leggerezza possibile a questo mondo e abita ben lontano dalla luce degli schermi.