Indubbiamente significa giocare con il destino, scegliere ogni volta una coppia di capi che possa decidere di piacersi nel giro di un’istante. Ma questo non è forse il compito di Cupido? Che ci facciamo noi a guardare affranti lo specchio, con la disperazione del peggiore fra i laureati nelle Scienze dello Stranamore?

Cominciamo dall’inizio. In tempi diversi, magari sono già passati mesi fra un acquisto e l’altro, una giacca e un pantalone sono arrivati nel nostro armadio. La prima a entrare è stata lei, l’avete scelta fra mille e non siete più riusciti a toglierle gli occhi di dosso. In quel grande negozio in centro c’erano troppe persone per riflettere, troppe giacche che continuavano a farsi il verso da una stampella all’altra. Eravate su di giri, o forse no, non importa. L’importante era quella voglia di rinnovamento che a cadenza regolare ci ricorda l’effetto del tempo. Guai a non manifestarlo all’esterno, quell’effetto: si corre il rischio di non riconoscersi più.

Così, senza pensarci nemmeno per un secondo, l’avete condotta alla cassa. Una ragazza dall’accento esotico vi ha porto con gentilezza il conto di quel vostro primo appuntamento e non siete mai stati così felici di non mangiare per le prossime due settimane. Che importa del cibo, quando avete più farfalle nello stomaco che davanti a qualunque piatto da gourmet? Siete subito fuggiti verso casa mano nella busta, ma quella prima notte insieme non è accaduto nulla. In fondo, siete dei veri gentiluomini.

Nelle settimane successive non vi siete preoccupati poi tanto di abbinarle un compagno. Troppo forte il richiamo della vita, quella ordinaria, che imponeva nuove attenzioni a vecchie abitudini. Con il trascorrere dei giorni rimaneva solo un malinconico cartellino a ricordarvi gli astratti furori che per un pomeriggio avevano provato a mettere in pericolo la vostra normalità. Una sera qualunque avreste reciso quel cordone ombelicale con la novità e la giacca sarebbe finita accanto a un paio di jeans delle piccole occasioni.

Poi è accaduto qualcosa. O meglio: il pensiero della giacca di polvere si è fatto ossessivo, e con lui si trascinava anche il desiderio di apparire diversi. Un’occasione, di quelle che capitano lontano dagli specchi e dagli armadi, vi pretendeva rinnovati dentro e fuori. Un appuntamento, un incontro, una visita al museo delle cose nuove: insomma, la vita vi chiamava, lo stava facendo da tempo, e finalmente aveva smesso di parlare da sola.

Quando la decisione è presa, accoppiare i vestiti diventa un gioco da ragazzi. Già conoscevate quel pantalone, era davanti alle vetrine delle vostre notti insonni, davanti ai sogni che non abbiamo osato conservare alla luce del mattino. La storia del suo acquisto non è poi così interessante, non così romantica tanto è stata veloce e senza esitazioni. Ben più interessante è lo sguardo affranto che ora riservate voi stessi, un attimo prima di uscire. La trasformazione è riuscita, rimane solo da vivere.