In negozio, online o alla fiera del filato naturale: non importa dove, ognuno prima o poi incontra quel particolare momento della vita in cui scegliere una camicia finisce di essere un gioco da ragazzi.

Certo, solo qualche mese prima tutto sembrava facile: bastava aprire la porta di un qualunque store della zona, trovare il reparto giusto in pochi sguardi e, con la sicurezza del gentleman più esperto, prendere una camicia dalla fantasia non troppo casual, acquistarla e rientrare a casa soddisfatti.

Il doppio ritorto secondo Balibaris
Il doppio ritorto secondo Balibaris

Ma quell’attimo arriva per tutti, quella strana congiunzione astrale che porta i nostri occhi a leggere l’elegante etichetta. Dopo marchio, modello, taglia e quant’altro, ecco spuntare la maledetta dicitura: doppio ritorto, questo sconosciuto che mina le nostre sicurezze più profonde e ci fa sprofondare in un baratro di dubbio, solitudine e freddo sudore.

La vista si annebbia, il colorito sbianca, mentre dal petto il battito ci ricorda delle ansie più indicibili. I meno temerari abbandonano il progetto di acquisto e si lanciano nel reparto amniotico di t-shirt e bermuda, e giurano a loro stessi di non provare mai più a spacciarsi per adulti. Che saranno mai queste camicie doppio riporto, se non un’altra trovata pubblicitaria?, si ripetono mentre fuggono a testa bassa verso l’uscita.

Il doppio ritorto secondo Universal Works
Il doppio ritorto secondo Universal Works

Altri, intrepidi esploratori delle novità, forse ricordano quella dicitura emergere in un discorso padre-figlio ormai perduto nel tempo. Non si danno per vinti, agguantano con sicurezza il capo con l’etichetta scarlatta e maledicono loro stessi per la scelta subito dopo, quando la cassiera recita sorridente il totale da pagare. Sì, perché una camicia lavorata con la tecnica del doppio ritorto può essere sorprendente anche di prezzo, arrivando a costare fino a doppio rispetto a un filato più comune.

Ma perché il tessuto a doppio ritorto è la scelta ideale per l’acquisto di una camicia? Sia che si tratti di un capo adatto a situazioni formali oppure qualcosa di più casual, questa particolare lavorazione assicura maggiore resistenza nel tempo e una lucentezza davvero fuori dalla norma. Soprattutto, le camicie a doppio ritorto tendono a stropicciarsi molto meno anche se indossate durante tutta la giornata.

Il doppio ritorto secondo Aspesi
Il doppio ritorto secondo Aspesi

Il motivo di tanta qualità è da rintracciare proprio nella precisa tecnica con cui vengono intrecciati i singoli fili di cotone: questi, infatti, vengono accoppiati e attorcigliati insieme tra loro a due a due, rendendo la trama morbida e consistente al tempo stesso, senza che diventi fastidiosa sulla pelle.

Non solo: perché, oltre a essere fra i tessuti più confortevoli in circolazione, il doppio ritorto conferisce alla camicia una maglia molto spessa, che non lascia intravedere nemmeno l’eventuale, e sconsigliata, scelta di indossare una canottiera per mettersi al riparo dalle stagioni più fredde dell’anno.

Il doppio ritorto secondo OAMC
Il doppio ritorto secondo OAMC

Insomma, ora bisogna farsi coraggio e rientrare in negozio senza timori. Anche perché per valutare nel dettaglio la qualità della tua nuova camicia basta leggere con attenzione l’etichetta: la lavorazione a doppio ritorto viene indicata dalla presenza della sigla /2 dopo il numero di fili per centimetro quadrato. Davanti a un 300/2, il non plus ultra della preziosità di una camicia, c’è solo da commuoversi e ordinarne immediatamente una dozzina.