Non è soltanto una questione di vestibilità. Tra aderenza e abbondanza si combatte una guerra di prospettive che vanno ben al di là della moda e del gusto contemporaneo. Da una parte c’è lui, il padrone incontrastato dell’ultimo decennio, che ha imposto a tutti misure perfette bannando per sempre la comodità in questa parte d’universo: lo slim fit. Dall’altra c’è il partigiano della grandezza, protettore degli spiriti senza taglia, che non finiscono mai di conoscersi e non temono di perdersi fra gli orizzonti ampliati dell’extra-large: l’oversize.

Per il primo le forme devono essere immediate, le menti rapide nell’intercettarle e catalogarle secondo le più tangibili filosofie della sensualità. La scuola dello slim fit ci insegna a lasciar perdere i misteri e gli altri antichi vizi dell’oscurantismo. Tutto è perfettamente allineato sotto la candida luce del sole della ragione, dove il fisico torna un’ultima volta a splendere nell’attimo in cui è consumato da una memoria fugace, da uno sguardo senza traccia né meta. L’immaginazione impara gli appetiti da fast food, a mantenere le promesse solo perché non è rimasto più spazio per i giuramenti infranti, per la scoperta e il fascino di una direzione mai varcata prima.

Il secondo, invece, propone idee più labili da digerire, ossimori suadenti alla fantasia, libertà impreviste agli individui. In un mondo che ha dimenticato la bilancia della giustizia, preferendole quella che ricorda i chili in eccesso, l’oversize ristabilisce il diritto all’uguaglianza, non importa se davanti agli specchi del privato o a quelli delle strade. Per alcuni oversize può diventare perfino un motto, un grido da lanciare nella società quando tutto tace e il potere dell’intelligenza ha ceduto il passo alla cronaca istantanea delle copertine: non abbiate paura di essere sconfinati.

Non importa la fazione che governa il vostro guardaroba, obbligandovi ogni mattina a scegliere fra le ragioni che stanno strette e quelle che eccedono i corpi. Soprattutto, non esiste giusto o sbagliato fra le ante che racchiudono il regno di un armadio. Certo la varietà è possibile, preferibile, ma le combinazioni del gusto spesso rispecchiano un solo destino. Cosa fare? Saltate le logiche dei connubi di stile, non rimane altro che rimboccarsi le maniche di un giubbino oversize o cercare la fortunata congiunzione astrale per abbottonare una camicia slim fit. Insomma, scegliere da che taglia stare.