Perché stampare le più banali immagini di stock presenti in rete su felpe e magliette dal gusto minimal, geniale e delicatamente provocatorio? Chiedetelo ad Adobe, la celebre software house americana specializzata in video e grafica digitale, che ha deciso di dare vita a una particolare linea d’abbigliamento, Adobe Stock Apparel per l’appunto, realizzata in collaborazione con i pubblicitari svedesi della Abby Priest.

L’obiettivo dichiarato è quello di riflettere sull’origine del processo creativo di web designer, copywriter e art director, impegnati ogni giorno in tutti gli emisferi del globo a trasformare la banalità fatta immagine in forme di comunicazione efficaci e sorprendenti. Ma Adobe Stock Apparel sembra anche chiamare in causa tutto il mondo della moda, capace di produrre in qualunque stagione una vastissima quantità di stampe e fantasie più o meno indimenticabili, dettate dalle rapidissime regole del gusto e del mercato odierno.

Una serie di t-shirt e felpe in edizione rigorosamente limitata, acquistabili per adesso solo dai fortunati dipendenti dell’azienda statunitense, per celebrare con brillanti tratti di ironia le immagini che, nelle parole della stessa Adobe, “creatives love to hate”.

Non manca proprio nessuno: c’è la stretta di mano versione business, la coppia di anziani alle prese con croci e delizie dell’era digitale, impiegati litigiosi che preferiscono trasformare un meeting aziendale in un incontro di boxe e un vastissimo catalogo di sorrisi da copertina, buoni per decretare la fortuna di pamphlet 2.0, siti web corporate style e infografiche modello LinkedIn.

Immagini talmente comuni da risultare familiari e, al tempo stesso, indecifrabili. Così, a identificare ogni modello dell’insolita collezione viene in aiuto una semplice didascalia, poche righe di accompagnamento che descrivono nella maniera più asettica possibile il campionario di foto royalty-free acquistabili all’interno della piattaforma Adobe Stock. Il risultato è un’estetica senza fronzoli che unisce Pop Art e Surrealismo in una proposta di stile limpida, moderna e vagamente inquietante.

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Il messaggio dei creativi di casa Adobe sembra chiaro: è facile sbizzarrirsi in trovate da guru del marketing, lanciare campagne pubblicitarie e nuove linee d’abbigliamento con l’atteggiamento fiero e altezzoso di chi conosce alla perfezioni le dinamiche di utenti e consumatori. Ma cosa succede quando è la banalità a diventare la più grande arma per far parlare di sé?