Succede che internet è un posto vario, troppo vario, e il numero di cose interessanti che finiscono nel cimitero 2.0 supera di gran lunga i limiti della contabilità umana. E se non fosse per qualche social media manager illuminato le nostre bacheche di Facebook si ridurrebbero in una lista infinita di selfie, gattini e canzoni dei Coldplay. Ma succede anche di essere raggiunti da qualcosa capace di arrestare questo flusso di incoscienza, e per questo ringraziamo quella divinità ancora senza nome che veglia giorno e notte sugli schermi dei nostri pc, qualcosa come il progetto con cui Burberry ha deciso, ormai sei anni fa, di promuovere il giovane talento musicale britannico.

In Italia l’iniziativa e i suoi continui aggiornamenti sembrano essere passati quasi in sordina, ma Burberry Acoustic supera i tristi confini pop del fashion world con uno scatto di proverbiale eleganza inglese. Così, folgorato dalla recente performance di Keaton Henson, trascorro la notte di Santo Stefano a passare in rassegna la lunghissima rassegna di artisti invitati da Burberry a trasformare pentagrammi in motivi tartan. Che dire, mi addormento immaginando la prossima campagna Made in Italy che, abbandonati i revival anni Ottanta con tigri e leoni, ci fa il regalo di presentare Franco Battiato in completo firmato Gucci che suona Ruby Tuesday.